Radar Festival 2014 | Calexico, William Fitzsimmons, M+A


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Radar Festival 2014 | Calexico, William Fitzsimmons, M+A

Col nostro braccialetto rosa al polso si parte alla conquista di una giornata che si articola con un’alternanza di artisti indie folk: forse la line up più atipica e curiosa del festival, secondo il nostro parere.


S’inizia con la dolcezza di William Fitzsimmons solitario musicista statunitense, un terapista mentale col suo canto sussurrato che è una vera carezza per l’anima.

William Fitzsimmons ha presentato brani tratti da “Lions” il suo ultimo lavoro, dai due suoi primi album autoprodotti e del più ambizioso “The Sparrow And The Crow“, che gli hanno fruttato anche numerose apparizioni nelle più famose serie tv americane.

Fitzsimmons ha un candore quasi adolescenziale quando canta, ma mostra una maturità compositiva quanto si cimenta in “When I Come Home“, “Goodnighte “Find Me To Forgive.

La freschezza di certi arrangiamenti, rende uniche le sue ballate come in Psychasteniacon un sound electro-pop emotivo, o dolci come in I Don’t Feel It AnymoreeFade and Then Return” o “molto tristi” come dice lui stesso con Beautiful girl”, o sognanti come con la famosaPassion Play.

http://williamfitzsimmons.com/
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Si passa al secondo palco, dove i nostrani M+A hanno suonato dopo il live de “I Cani”, che ammettiamo di non aver seguito (non essendo cinofili) e preferendo uno Spritz allo storico Caffè Pedrocchi di Padova: non si può vivere di sola musica.

Il duo di Forlì M+A, sono stati i vincitori del Glastonbury Emerging Talent Competition 2014: a giugno sono stati gli unici italiani a calcare il palco del Festival Glastonbury, un vero e proprio altare trionfale calcato dai mostri sacri della scena musicale contemporanea.

Il duo composto da Michele Ducci e Alessandro Degli Angioli, accompagnati da Marco Frattini alla batteria, irrompono con tutta la loro allegria con un caleidoscopio sonoro immerso in atmosfere pop elettroniche raffinate con il brano “When”.

http://www.ma-official.com/
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In pochi secondi si passa al palco principale, dove lo storico gruppo dei Calexico si presenta nella formazione completa con Joey Burns e John Convertino, rispettivamente basso e percussioni, coadiuvati da un gruppo di musicisti all’altezza della situazione: Howe Gelb al piano e all’organo, Neil Harry alla chitarra pedal steel, Gabriel Landin al guitarròn (chitarra messicana di grandi dimensioni), Nick Luca alla chitarra classica e i tre trombettisti Rigo Pedroza, Fernando Sanchez e Al Tapatio.

I Calexico spaziano tra musiche tradizionali popolari e colte che affondano le radici nella musica americana folk, nel country e nel tex-mex con echi della tradizione musicale balcanica, peruviana e caraibica, con incursioni rock. È davvero stupefacente la grazia con cui si dipana quest’ordito policromo. Si parte con l’avvolgente Epic“, guidata da un’ottima prova vocale, seguita da “Across the whire” e dal luminoso folk-rock di “Splitter“, segue “Roka” col suo intrigante crescendo, per passare alle influenze jazz con le trombe mariachi di “Stray“.

Il Radar è pervaso da una “saudade” messicana dall’umore pacato e riflessivo grazie al brano strumentale messicano di “El Picador“, con la classica ma inquieta ballad “Maybe On Monday” e con l’enigmatica “Puerto“, arrivando fino agli arpeggi kabuki di “Two Silver Trees“.

Gli applausi scroscianti del pubblico di appassionati giungono durante la reinterpretazione di “Bigmount Strikes Again” degli The Smiths, che si fonde con emozioni e grazia alle atmosfere notturne di “Not even Stevie Nicks“, una ballata lieve e finemente psichedelica.

Chiude “Guero canelo” che indugia su sonorità latine un po’ abusate, ma con un suggestivo unplugged tra il pubblico, colpo da maestri che strappano fiumi di applausi.

I Calexico ringraziano Padova e chiudono il loro show.

http://www.casadecalexico.com/
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Foto e Video: Sandro Maggi

Margherita Mancuso

Margherita Mancuso

Architetto e music selector at Controluce
Palermitana di origini ma milanese di adozione è architetto e music selector per lo studio Controluce di Milano. Vive la vita seguendo le proprie passioni, nel lavoro come nel quotidiano. Sempre alla ricerca di suoni nuovi, si definisce: "una cacciatrice di sound". L'amore per la musica le nasce dal jazz, ma viene presto rapita dal mondo dei clubbing. "La buona musica mi rende felice", per questo motivo la colonna sonora della sua vita deve essere bellissima. "Buona musica sempre" è il suo imperativo!
Margherita Mancuso

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