Radar Festival 2014 | Tycho, Plaid, Populous


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Radar Festival 2014 | Tycho, Plaid, Populous


Day 3 è stato il mio preferito per la coerenza stilistica della line up.

Si parte con i bravissimi Plaid, duo britannico conosciuto precedentemente col nome di The Black Dog, dei veri e propri pionieri della intelligent dance music (IDM) che, insieme a mostri sacri come Autechre, Aphex Twin, hanno dettato legge sugli stilemi della musica elettronica dagli anni 90 ad oggi. Il gruppo formato da Ed Handley e Andy Turner è sempre stato acclamatissimo da critica e pubblico.

La loro musica è un mix di atmosfere ambient e techno elettroniche, che spazia tra i generi con una coerenza stilistica assoluta ed unica una vera bomba di suoni che fa ballare Padova al tramonto al suono di “Hawkmoth”, “Oh”, “Coat”, “Slam”, “Unbank” e “Squance”.

http://www.plaid.co.uk/
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Nel secondo palco è il turno del bravo Andrea Populous alias il leccese Andrea Mangia, accompagnato da Andrea Rizzo alle percussioni, che ha presentato il suo settimo album “Night Safari”, previsto in uscita per Settembre.

Andrea ci delizia con le sue ritmiche tropicali alternate al suo tocco cattivo elettronico, per passare a sognanti intermezzi slow di avanguardia sperimentale.

L’eleganza tipica del producer leccese, è tutta racchiusa nel suo scoppiettante brano “Brasilia”, fresco e non scontato, un mix di ritmo e stile; in “Brasilia” si sente l’influenza del “batacuda”, uno stile della samba che fa riferimento al modo di suonare le percussioni influenzate dalla cultura africana e caratterizzata da un ritmo ripetitivo e rapido.

Il Radar viene catapultato in un viaggio fantastico, tra il Pan di Zucchero, il Sambodromo e la statua del Cristo Redentore, nella spiaggia di Copacabana dove sorseggiare una bella caipirinha.

http://www.morrmusic.com/artist/Populous
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Con Tycho, il palco principale è immerso in una luce soffusa, lo spettacolo è unico e magico, Scott Hansen crea melodie vorticose che si fondono con i battiti e i campionamenti vocali, creando paesaggi sonori che si estendono all’orizzonte.

Conosciuto nel mondo del design come ISO50, l’artista di San Francisco, è famoso per il suo stile caldo e avvolgente.

Il palco del Radar si trasforma in un disegno strutturato, un’ambient music dai caratteri decisi, dove le sagome dei musicisti si fondono con le immagini, che fanno da sfondo e specchio della stupenda esibizione musicale.

Il concerto si apre al suono di “Awake” e così ha inizio il processo creativo, dove fluttuano le eteree figure di Tycho accompagnato dalla sua band composta da Zac Brown (chitarra, basso) e Rory O’Connor (percussioni).

Il suono di “Dye” è un’opera d’arte che cattura, in cui le chitarre trascinano verso una trance beat-psych elettronica di raro fascino, segue Ascension”: una vera e propria esperienza sensoriale, che porta il pubblico a livelli altissimi di percezione.

Tycho ringrazia Padova, e sorridendo esprimendo tutta la sua felicità nell’essere ospite, per la prima volta, di un festival in Italia.

Arriva con le sue suggestioni dance il pezzo “L”, col suo minimalismo surreale, prosegue “Daydream”, un brano che ti fa fare pace col mondo e “Spectre”, con le sue variabili liriche che tratteggiano con forza la stessa cromatura della splendida copertina del disco Awake.

Si susseguono “Apogee”, “Hours”, “Dive”, “Pip e la malinconica “See” che riesce abilmente a elaborare aperture liriche di alti livelli.

Per il bis Hansen ci regala Montana” e la meravigliosa A Walk”.

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Uno spettacolo fatato e magico, non c’è che dire: “complimenti Tycho!”

Il mio Radar Festival finisce qui, lasciamo la città di Padova bagnata da una pioggia scrosciante e in attesa dei Lali Puna, Joan As Police Woman e JollyMare. Torniamo a casa felici e con la consapevolezza che la bellezza della musica, se non ha la forza di salvare il mondo, almeno certamente lo migliora. Continuate così Ragazzi! Speriamo di vedere la 5° edizione di un festival che ha avuto tanto da raccontare e ha ancora tanto da dare. Grazie Radar.

Foto e Video: Sandro Maggi

Margherita Mancuso

Margherita Mancuso

Architetto e music selector at Controluce
Palermitana di origini ma milanese di adozione è architetto e music selector per lo studio Controluce di Milano. Vive la vita seguendo le proprie passioni, nel lavoro come nel quotidiano. Sempre alla ricerca di suoni nuovi, si definisce: "una cacciatrice di sound". L'amore per la musica le nasce dal jazz, ma viene presto rapita dal mondo dei clubbing. "La buona musica mi rende felice", per questo motivo la colonna sonora della sua vita deve essere bellissima. "Buona musica sempre" è il suo imperativo!
Margherita Mancuso

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