Radar Festival 2014 | Mount Kimbie, Calibro 35, GodBlessComputers


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Radar Festival 2014 | Mount Kimbie, Calibro 35, GodBlessComputers

Dal 23 al 26 di Luglio 2014 si è svolto a Padova il Radar Festival arrivato alla sua quarta edizione.

Sono stati cinque giorni di musica appassionanti e coinvolgenti, anticipati da due preview night il 3 ed il 4 giugno con Deafheaven e Neutral Milk Hotel.

La location è stata quella del Parco delle Mura, in via Sarpi, piccolo polmone verde, attrezzato per l’occasione con box office e punti di ristoro, banchetti per la vendita del merchandising, e dischi , tanti dischi, è sempre bello vedere tanti vinili dei generi più disparati, e soprattutto tanti giovani che si sono riappassionati al sacro 33 giri. Il punto più affollato di tutto il festival era il box per lo scambio dei gettoni, per fare acquisti all’interno del festival, spesi nella fattispecie in fiumi di Tuborg.

Il palco principale è minimale collocato in mezzo ad un prato verde, con un bell’impianto, l’acustica che si presta molto bene per esibizioni delle live band, un po’ meno per i live set elettronici, ma non ci lamentiamo i ragazzi del Radar hanno fatto un gran bel lavoro.

Un secondo palco più piccolo e interno ha visto le esibizioni degli artisti più giovani, dove si sono alternate le nuove interessanti realtà musicali internazionali e nazionali.

Gli after show si sono svolti all’interno del Circolo Mame, che ha ospitato una serie di dj set post-concerti, promossi dal RoBOt Festival dallo Spring Attitude e dal Dancity, dove Padova ha ballato fino a notte fonda come si fa in tutta Europa durante manifestazioni di tale richiamo.

L’edizione di quest’anno ha visto protagonisti alcuni degli artisti più interessanti del panorama musicale internazionale degli ultimi anni.

Una line up di tutto rispetto che ha visto avvicendarsi sul palco nomi del calibro di: Mount Kimbie, Tycho, Joan As Police Woman, Plaid, Lali Puna, gli storici Calexico, GodBlessComputers, Populous e Machweo.

Questo evento è stato molto importante per Padova, anche perché lo staff del Radar Festival, facente capo alla società Radar Live Srl di Davide De Munari, si è occupato della bonifica di una zona dimenticata della città, facendo si che un luogo di nessuno, per 5 giorni, potesse essere attrezzato e vissuto come punto di socializzazione, fruito dai giovani, da bambini e da famiglie, in cui il degrado e l’abbandono hanno ceduto il passo ai suoni, alle luci ed all’allegria, segno di una crescente attenzione del ruolo culturale e sociale che oggigiorno svolge la musica.

Andiamo per ordine scandendo giorno per giorno il sound di questo evento.

Day 1 del festival: ha visto il ritorno sul palco degli Slowdive, nella loro prima e unica data italiana, accompagnati dai nostrani Be Forest, Brothers in Law e Soviet Soviet.

Inizia il Day 2 del festival, entriamo col nostro braccialetto verde al polso, dove un stupendo tramonto padovano fa da suggestiva cornice all’esibizione dei Julie’s Haircut; collettivo di cinque ragazzi del nord Italia con un beat che si districa tra mistura di garage rock e psichedelia noise eseguendo molti brani tratti dal loro ultimo album, l’ipnotico, “Ashram Equinox”.

http://www.julieshaircut.com/
https://www.facebook.com/julieshaircut


Il pubblico del Radar Festival si scalda quando arriva sul palco, munito di passamontagna, la music band criminale dei Calibro 35: un progetto strumentale crime-funk italiano, capitanato da Enrico Gabrielli che reinterpreta alcune tracce delle colonne sonore degli anni d’oro del cinema italiano noir, rendendo omaggio a maestri del calibro di Morricone, Bacalov, Micalizzi e Trovajoli.

La loro anima funk spazia da composizioni originali a classici del repertorio poliziottesco italiano, in un caleidoscopio cupo e minaccioso fatto di funky drum groove, chitarre distorte, organi, flauti psichedelici e sassofono. Il punto più alto della loro performance è stato la perfetta esecuzione del bellissimo brano, tratto dalla colonna sonora del film del 1970, “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Ennio Morricone.

http://www.calibro35.net/
https://www.facebook.com/calibro35

Sul secondo palco sale la band inglese The Oscillation, che fa capo al producer Demian Castellanos accompagnato dal bassista Tom Relleen e dalla batterista Valentina Magaletti,con un sound fatto da intricati suoni elettronici fusi con ritmi tribali imbastiti di sperimentalismo krautrock privo di regole; il basso synth pulsante e le chitarre dal suono deciso e pesante vengono alleggeriti dal loro brano più pop di “See Through You“.

http://theoscillation.com/
https://www.facebook.com/theoscillation


L’attenzione si risposta sul palco principale, dove Kai Campos e Dom Maker alias Mount Kimbie, iniziano il loro stupendo live, che spazia da brani tratti dal loro ultimo album “Cold Spring Fault Less Youth” al bellissimo album d’esordio “Crook & Lovers”.

Padova si pervade del suono soave delle note di “Before I move off”, in cui riecheggia il sample di “One Minute Man” di Missy Elliott ed ecco così spuntare l’andatura vagamente chilly fatta da dolcissimi cambi di ritmo e pause di “Home Recording”. Segue il ritmo incalzante e singhiozzante di “Carbonated”il fugace volo sintetico di “Break Well”, il martellate suono di incudine sulla batteria di “BloodAnd Form”, l’impalpabilità ritmica diLie Near”, il basso rombante di “So Many Times, So Many Ways
”, la verve stuzzicante di Fall Out”, la tenebrosa “Sullen Ground”un passaggio esteso di atmosfera torbida che rompe nel suo finale minuto per rivelare un’anima interamente non-elettronica, fino all’apoteosi con l’irruenza dei ritmi plastici di “Made To Stray”.

 

Concerto splendido quello dei due inglesini che ringraziano e salutano il pubblico.

http://www.mountkimbie.com/
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L’after show si sposta al Circolo Mame, dove Lorenzo Nada aka GodBlessComputers, ha presentato brani tratti dal suo ultimo disco “Veleno”; lavoro buio ed ancestrale, che mette in evidenza il suo lato sognante ma anche quello duro ed amaro, fatto di ritmiche garage, con piccoli sconfinamenti nella jungle, fino ad arrivare a suoni organici e liquidi che costituiscono una trama sonora in bilico tra hip hop, dub ed elettronica.

Lorenzo fa saltare la pista col suo stile, i suoni spaziano e si librano dai campanelli di “Nothing to me”, alla bellissima “Icry”continuando con “What we have lost” e “Orange” alla coinvolgente “Yuan” fatta da sample di canti tradizionali dell’Asia centrale: un perfetto mixtape ethno dub.

Lorenzo è un artista che da tutto se stesso dietro la consolle, uno spettacolo da vedere ed ascoltare per come si immerge nel suo lavoro, quando suona, dove sembra fare l’amore con la sua “Machinedrum”, coccolandola ed accarezzandola, come si fa con una appassionata amante.

http://www.godblesscomputers.com
https://www.facebook.com/Godblesscomputers

Continua un veterano del Robot festival Marco Unzip unagaranzia per gli amanti della minimal di qualità, che ha trovato consensi dal Bar25 e il Watergate di Berlino, al Barraca di Valencia fino ai festival di musica elettronica tra i più importanti della scena europea quali il Sonar di Barcellona e l’Elettrowave .

https://soundcloud.com/marco-unzip
https://www.facebook.com/unziproject

Bella serata andiamo a dormire col sorriso stampato sul viso.

Foto e Video: Sandro Maggi

Margherita Mancuso

Margherita Mancuso

Architetto e music selector at Controluce
Palermitana di origini ma milanese di adozione è architetto e music selector per lo studio Controluce di Milano. Vive la vita seguendo le proprie passioni, nel lavoro come nel quotidiano. Sempre alla ricerca di suoni nuovi, si definisce: "una cacciatrice di sound". L'amore per la musica le nasce dal jazz, ma viene presto rapita dal mondo dei clubbing. "La buona musica mi rende felice", per questo motivo la colonna sonora della sua vita deve essere bellissima. "Buona musica sempre" è il suo imperativo!
Margherita Mancuso

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